Ci sono periodi in cui non ho nulla da dire... o forse... in cui preferisco non parlare per non esplicitare apertamente ciò che ho dentro, per stare meno peggio credo.
In questi periodi il tempo mi pare si fermi o che paradossalmente corra velocissimo... tanto da non riuscire a star dietro al mio disagio. Tutto mi turba ma niente mi smuove profondamente, quasi come col tempo si imparasse a convivere col male facendoci l'abitudine.
Stare a casa ma desiderare di essere altrove; essere altrove e desiderare di essere a casa; voler cambiare ma avere troppa paura di lasciare quel che si conosce; modificare il fuori con la speranza di migliorare il dentro.
Lù ha bisogno di me più di ogni altro ma io ora non ho più la forza su cui prima lei sapeva di poter sempre contare. Una cara amica ha perso una parte di sé e io non sono in grado di darle un qualcosa che anestetizzi il suo dolore, e quest'impotenza mi paralizza...
Spesso mi estraneo, come se mi guardassi dall'alto, e mi accorgo che partecipo a tutto ma non vivo niente, che pretenderei l'impossibile senza godermi quello che già ho.
Buio.